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Tutti a scuola, anche con poche vaccinazioni

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Gli accordi erano diversi. Le promesse basate su dati scientifici a questo punto stanno diventando sempre più una campagna politica ben distante dalle sole valutazioni scientifiche. Ci hanno detto di riportare i nostri figli in presenza a scuola con largo anticipo rispetto ai livelli di sicurezza che erano stati promessi. Nel frattempo, neanche a farlo apposta, é notizia di ieri che Astra Zeneca ridurrà la fornitura destinata all’Italia per i prossimi giorni, almeno del 50%.
Dunque stiamo rimandando a scuola i nostri figli mentre la campagna vaccinale continua a non decollare definitivamente.
E’ comprensibile, l’idea di scuola di recupero a giugno e luglio spaventa, sia per il peso economico che per quello organizzativo e ulteriori giorni di Dad avrebbero reso inevitabile questo prolungamento delle lezioni.
Ma forse siamo un pò troppo in anticipo. A questo punto riapriamo tutto, non ha comunque senso riaprire solo le scuole e solo fino alla prima media.
In questo modo mandiamo un segnale chiaro: riapriamo tutto. Perché l’indotto scuola é enorme in Italia e tutto ciò che ne deriva é altrettanto pesante. Dunque perché riaprire solo le scuole? Non abbassiamo la guardia, non pensiamo nemmeno per un istante che ne siamo usciti, perché questo sarebbe l’errore peggiore da poter fare. La strada é ancora lunga e non esistono compromessi, a parte quello di aver deciso di mandare i nostri figli in prima linea questa mattina. Ma se dobbiamo continuare a contare i morti, tanti morti ogni giorno, allora non riapriamo soltanto le scuole. Se i vaccini e la campagna vaccinale continua a subire ritardi significa semplicemente che il potere d’acquisto dell’Europa é ai minimi storici, significa che i vaccini destinati a noi sono finiti altrove, significa non avere voce per nulla di importante, significa dover riassegnare il senso al valore di questa Europa unita.

Written by Manuela Cigoli

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