Turista vive in aeroporto da 110 giorni

editoriale italiano

Un turista è alla disperata ricerca di una via d’uscita per essere salvato dopo aver trascorso 110 giorni in un aeroporto delle Filippine a causa della pandemia di coronavirus.
Roman Trofimov, che vive in Estonia, è atterrato all’aeroporto di Manila, proveniente da Bangkok il 20 marzo, ma gli è stato negato l’accesso al paese poiché i visti di ingresso non venivano più rilasciati per gli arrivi.
Dice che il suo passaporto è stato poi prelevato dalle autorità prima che raggiungesse l’immigrazione.
La compagnia aerea con cui aveva viaggiato, AirAsia, non era quindi in grado di riportarlo in Thailandia, e gli fu detto che avrebbe dovuto aspettare che la quarantena fosse finita prima di poter volare nuovamente.
Il blocco, che limita tutti i viaggi per chiunque non sia un diplomatico, un medico o un operatore umanitario, è stato introdotto dal governo filippino il 16 marzo. Il signor Trofimov, che afferma di essere disabile, ha paragonato la sua situazione a quella di un prigioniero in aeroporto.
Sta dormendo in una camera d’albergo in aeroporto e sopravvive con cibo e snack donati dal personale.
Ha detto: “La mia salute sta peggiorando a causa della malnutrizione, della mancanza di sole e dell’aria fresca.”
Nonostante le restrizioni siano state allentate nel paese, Trofimov non ha ancora ottenuto il permesso per rientrare in Estonia.
Ha detto: “Hanno preso il mio passaporto e lo restituiranno solo quando volerò verso l’Estonia. Ma non si vola in Estonia, al momento non si vola da nessuna parte.
Mi è stata offerta un’opportunità tramite Turkish Airlines, ma al momento nemmeno loro sono autorizzati a volare. Quindi sto aspettando, la data di partenza è stata posticipata di quattro volte. Stanno estendendo la situazione di emergenza ed il paese è ancora chiuso.”