Trump e la convention repubblicana

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editoriale italiano

Il momento cruciale per la campagna elettorale che potrebbe portare alla conferma o meno del presidente Trump é arrivato.
Questa settimana molti repubblicani di vecchia e nuova data si alterneranno dal pulpito dove spiegheranno all’America perché Trump dovrebbe essere confermato alla guida del Paese.
Un compito più arduo che mai, in una situazione dove persino molti repubblicani storici, se potessero avere un’alternativa, abbraccerebbero immediatamente un cambiamento. Certo non con un democratico ma solo con un altro repubblicano.
Ma questo la costituzione americana non lo consente.
Dunque che inizino le danze che si alterneranno tra promesse impossibili di ripresa economica e lotta alla pandemia oltre a cambiamenti importanti nelle forze dell’ordine e nell’esercito, senza dimenticare la forza spaziale da Trump battezzata poche settimane fa.
Dunque un partito democratico che non ha alcuna intenzione di lasciare spazio a Joe Biden, ma che vacilla sulle fondamenta di un partito messo a dura prova dallo stesso Trump durante il suo primo mandato.
La parola alla fine rimane agli americani, senza scusanti questa volta dettate da possibili interventi russi nelle elezioni.
Questa volta non ci si potrà appellare a nulla se non al volere del popolo americano.
Al momento Biden risulta in vantaggio di almeno 4 punti nei sondaggi, ma siamo certi questo valore é troppo indicativo di nulla, soprattutto in America, soprattutto dopo quanto successo 4 anni fa con la signora Clinton.
Voce ai repubblicani d’America, voce a Donald Trump, sempre che si abbia ancora voglia di ascoltare lui e le sue contraddizioni.

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