Titolo Atlantia al ribasso dopo l’indecisione del governo

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editoriale italiano

La conosciamo tutti come la società dei Benetton, anche perché sono loro ad averne la maggioranza. Atlantia questa mattina ha risentito delle indecisioni del governo in merito al rinnovo della concessione.
Il titolo é stato prima sospeso in avvio di contrattazioni e poi ha perso 4 punti in pochissimo tempo.
L’azienda nei giorni scorsi ha fatto sapere di voler sospendere il piano di investimenti messo sul tavolo di governo qualora non si fosse raggiunto un punto di incontro.
La risposta del governo é stata immediata nel far intendere che vuole valutare se sospendere la concessione alla società in mano alla famiglia dei maglioni colorati.
In realtà, come successo per la scuola, da un lato il M5S che preme per non rinnovare la concessione e dall’altro il PD che invece darebbe l’ok al rinnovo, proprio sulla base del piano di investimenti.
La sospensione degli investimenti per molti investitori é suonata come un ricatto al governo e sinceramente Atlantia non é nella condizione di poter fare ricatti, o forse sì?
Sarebbe interessante portare la società dei Benetton a fare i conti con una realtà differente. Da contratto con il governo che sposta nelle casse di Atlantia milioni e milioni di euro ogni anno per la manutenzione delle strade, adesso basterebbe mettere l’azienda dei maglioni, che poco prima del crollo del ponte Morandi faceva campagne pubblicitarie con i migranti sui barconi per lanciare messaggi di umanità, in una condizione in cui sia costretta a fare quanto promesso.
Possibile che in queste situazioni in Italia non vi possano essere alternative valide? Perché alla fine se si é costretti ad accettare compromessi da Alitalia, da Fiat, da Atlantia e molti altri, qualcosa non sta funzionando nella fase di gestione dello stallo.
Il punto rimane sempre lo stesso… non ci sono alternative.
Le alternative dovevano essere create sin dal crollo del ponte a Genova, ma come sempre si é preferita la strada più comoda lasciando che l’umanità delle campagne pubblicitarie si trasformasse in ipocrisia totale.

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