Samantha Cristoforetti ha salutato la bandiera per l’ultima volta

editoriale italiano

Lo ha fatto in modo delicato, come sempre nella sua vita. Non aveva bisogno di prime pagine ma se le é prese di diritto. Perché Samantha Cristoforetti é considerata un’icona per molti italiani, un esempio da seguire, un’ispirazione. Dunque vederla dare l’ultimo saluto alla bandiera che ha servito per 19 anni come pilota del 51esimo stormo, lascia inorriditi.
La cerimonia si é svolta ieri a Istrana, poco dopo le 9. Samantha ha salutato il comandante dello stormo, il colonnello Massimiliano Pasqua ed ha lasciato l’Italia con un volo destinazione Germania dove vive.
Il capo di stato maggiore dell’aeronautica non era presente e questo lascia tanta tristezza.
Perché Samantha é considerata una persona da tutelare come fosse un patrimonio inestimabile, perché evidentemente si é meritata questa posizione.
In serata, per dissipare ogni dubbio rilascia una comunicazione: “Da Esa dipendo per l’impiego quotidiano e da Esa percepisco lo stipendio. L’appartenenza alla Forza Armata ha avuto negli ultmii 10 anni un valore simbolico e affettivo”, aggiungendo poi: “non sto cambiando mestiere o assumendo un nuovo incarico, continuo ad essere un’astronauta dell’Agenzia spaziale europea e conto di tornare presto nello spazio”.
Inoltre, aggiunge, “non mi sento oggetto di discriminazione di genere” e “ho sempre avuto il massimo supporto da parte della delegazione italiana alla Ministeriale Esa dello scorso novembre, tanto che l’Italia ha ottenuto l’impegno per un secondo volo per me entro qualche anno”. Forse quest’ultima frase racconta di una realtà diversa, che per quanto le abbiano suggerito di scrivere lascia intendere che qualcosa non ha funzionato. Ecco perché in un tweet la Cristoforetti riconosce comunque di avere “semplicemente avuto occasione di esprimere alla Forza Armata, nelle sedi appropriate, il mio disaccordo per alcune situazioni e, contestualmente, ho ritenuto per coerenza e per mia serenità di congedarmi. In schiettezza e reciproca cordialità, senza alcuna polemica”.
Dunque perché il suo saluto trasmette una sensazione di inadeguatezza che non riusciamo a cancellare dalla nostra mente? Perché l’aeronautica non ha riconosciuto a Samantha il giusto credito proprio nella giornata del suo addio?