Salvini: “i giornali non sanno più cosa scrivere”

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I giornali sono alla resa dei conti in Italia. Lo sappiamo tutti, lo sanno soprattutto loro che si alternano su di una linea temporale del copia e incolla di articoli e notizie che non interessano a nessuno.
Salvini ieri ha voluto precisare riferendosi esplicitamente ai due principali quotidiani italiani, La Repubblica e il Corriere della Sera, che sembra che si sveglino alla mattina e non sapendo cosa scrivere inventano articoli su argomentazioni che interessano solo a loro.
Niente di nuovo, questo sta accadendo da anni ormai.
La carta stampata ha portato i giornali italiani al collasso. Il giornalismo ne ha risentito facendo assumere persone incapaci di scrivere o quanto meno incapaci di farlo a buon livello.
Tutti sotto l’ala protettrice di un dio minore, chiamato editore, che impone loro cosa scrivere.
In cambio? Lo stipendio fisso per pagarsi il mutuo, le rate della macchina e la scuola per i figli, non poco.
La contrapposizione, un giornalismo che si sta frantumando al cospetto di una realtà che si scosta enormemente da quello che raccontano su quei giornali, a tal punto da renderli sempre più inutili.
Il web li ha messi in allerta ancora 20 anni fa. I loro contratti con le cartiere e con le tessere politiche gli hanno imposto di non cambiare.
Oggi ne esce un prodotto editoriale di basso livello, gestito da gente politicamente esposta ed incapace, e alimentato da giornalisti-servi che scrivono quello che viene detto loro di scrivere.
Quando poi viene consentito di inventarsi un articolo di sana pianta, si trovano in una realtà distorta, avendo perso il contatto con una linea temporale che ormai li ha sorpassati da tempo.
Il ministro Salvini ha riassunto in una frase la realtà editoriale italiana, niente di più e niente di meno.

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