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Ronaldo, il problema é chi se lo piglia

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Cristiano Ronaldo é leggenda. Quanto meno rimarrà sempre uno dei più forti giocatori di sempre. Il calcio é CR7 e lui é il calcio. Un giocatore straordinario, unico, un campione assoluto. Ma Cristiano é soprattutto una multinazionale ancor prima di essere un giocatore di calcio. I suoi interessi devono combaciare con quelli del club che ne acquista il cartellino e questo non é proprio così facile. Investire adesso su Ronaldo significa prendersi un rischio che purtroppo va soppesato con i possibili ricavi. Non é proprio così semplice. Serve un investimento mirato, serve una squadra costruita attorno a lui e serve un pò di fortuna cosa che negli affari non é mai scontata.
Serve uno stipendio da 30 milioni l’anno e anche se qualcuno potrebbe permetterselo, non avrebbe senso farlo per un giocatore da copertina. Meglio investire sulla squadra o sul singolo da esporre? Tutti vorrebbero Ronaldo, ma tutti sanno che mancano 1 o 2 anni di buon livello e poi finirebbe la sua carriera. Ecco perché va bene Beckham a Miami per una MLS da vetrina o va bene la Cina che raddoppierebbe anche lo stipendio. Ma farlo in Europa non é semplice. Guardiola non rovinerebbe mai l’equilibrio del suo Manchester per un singolo che stravolgerebbe tutto. Zidane lo farebbe solo per vetrina, sapendo bene che non é più il Ronaldo di 5 anni fa. Il PSG lo farebbe sempre come investimento da copertina, un pò come Neymar che nessuno ha capito, soldi a parte, cosa ci sta a fare a Parigi in uno dei campionati più scarsi d’Europa. Ecco perché Ronaldo non se ne andrà facilmente da Torino almeno sino alla fine del suo contratto che scadrà nel 2022.
Poi ci sta che ci fanno credere che lo farà per amore della Juve, ma la realtà é che Ronaldo é una multinazionale e prima di muovere un solo passo deve valutare ogni minimo dettaglio e mai come in questo periodo storico pandemico i dettagli fanno la differenza negli affari.

Written by Matteo Tinelli

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