Ripartiremo, a passi molto piccoli

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editoriale italiano

Ormai ancora più dei governi e dei governatori la sola voce che conta é quella dei cittadini. Con i soldi che scarseggiano o finiscono, con le attività che hanno bisogno di riprendere a lavorare, oltre ad ascoltare la comunità scientifica si sente forte la pressione degli imprenditori che vogliono solo tornare a lavorare.
L’importante é garantire quella sicurezza che dovrà accompagnarci per tutta la fase 2. Controlli sanitari frequenti, particolare attenzione nel mantenere il distanziamento sociale, mascherine e guanti ancora per molto tempo.
Si ripartirà dalle imprese, dagli artigiani e piccoli imprenditori che più di ogni altro hanno subito questa fase di inattività. Per molti il contributo INPS é stato solo un miraggio e potrebbe esserlo anche quello di garanzia del credito che proprio in questi giorni é stato reso disponibile per le aziende italiane.
Alla fine ciò di cui ci si può fidare é solo il lavoro, che porta guadagni che permettono di pagare bollette e spesa, tanto per essere pratici.
Riapriranno certo anche i bar e i ristoranti anche se all’inizio sarà solo un take away o consegna a domicilio. Proprio bar e ristoranti saranno le attività più a rischio per mantenere il social distancing.
Ecco che saranno varate regole ben precise il cui mancato rispetto comporterà multe e in alcuni casi anche la chiusura dell’attività.
Non possiamo permetterci errori di ri-contagio nella fase 2 perché sarebbero letali per il nostro Paese.
Poi le scuole, da settembre certo, ma anche da settembre chi lo vorrà potrà decidere di partecipare alle lezioni in streaming, almeno sino al vaccino questa dovrebbe essere un’opzione da poter offrire alle famiglie.
Si passa poi agli spostamenti, tasto dolente, perché per almeno il primo mese non si potrà nemmeno spostarsi da una regione all’altra, se non per comprovati motivi di necessità e lavoro. Questo é normale, soprattutto se si dovesse riprendere dal 4 maggio, e solo oggi il numero di contagi e morti di Piemonte e Lombardia non può essere paragonato a quelli della Toscana e della Calabria.
Infine, ma non meno importante, il nostro modo di vivere. Si passerà alla fase 2 sapendo che dovremo cambiare il nostro modo di vivere. Sarà una mutazione del nostro comportamento dettata non da situazioni naturali ma forzata da situazioni estreme di pandemia, ma dovremo farlo.
Non ci si stringerà più la mano, non ci si abbraccerà più, non si resterà più vicini di 1 o anche 2 metri e continueremo ad indossare le mascherine e i guanti per qualsiasi cosa. Eviteremo le stradine delle località di mare dove andremo a fare un pò di vacanza se saranno troppo affollate, eviteremo di ammassarci su di una spiaggia piuttosto che in una discoteca. Noi possiamo passare alla fase 2 se siamo psicologicamente pronti ad affrontare tutto questo.

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