Raid USA, ucciso il generale Soleimani a Bagdad

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editoriale italiano

Dal Pentagono confermano che l’ordine é partito direttamente da Trump. Ci si riferisce ad un raid notturno portato a termine all’aeroporto di Bagdad che ha provocato la morte di Qassem Soleimani, il cattivo ragazzo di turno, uomo chiave degli ayatollah.
La tensione tra Iran e Stati Uniti é altissima e c’é chi é pronto a giurare che ci saranno ripercussioni pesanti.
Il generale Soleimani era a capo delle brigate Qods, ha dato vita e portato avanti l’ennesima fase di quella che potremmo definire un’insurrezione anti-America in Iraq.
Con l’America aveva anche collaborato non molto tempo fa, per reprimere quello stato islamico che ormai era diventato un problema troppo grande per poterlo gestire da solo, ma da tempo era nel mirino di troppe persone e troppi governi. Ogni volta era sempre riuscito a sfuggire ai tentativi di eliminarlo o di catturarlo.
Lo consideravano in molti l’uomo più potente del Medio Oriente. La sua morte é arrivata non a caso a meno di 24 ore dall’assedio dell’ambasciata americana di Bagdad.
L’attacco é stato portato a termine con droni e con bombardieri mentre a poche ore di distanza la tv di stato irachena ha infine confermato i nomi di Soleimani e Al-Muhandis tra i morti.
Dopo poco, il presidente americano Donald Trump ha pubblicato una bandiera americana sul suo account twitter.

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