Proteste e saccheggi non aiutano

editoriale italiano

Se da un lato questo primo mini blocco rischia di mettere in ginocchio decine di migliaia di imprenditori, dall’altro esiste da sempre un modo alternativo per protestare.
La violenza, il danneggiamento di qualsiasi cosa definito “pubblico” e addirittura il saccheggio di negozi, restano metodi di protesta inaccettabili in una società civile come vogliamo continuare a credere sia l’Italia.
Coloro che protestano in questo modo non sono i singoli imprenditori danneggiati dalla pandemia, ma nel 99% dei casi sono estremisti che hanno a cuore solo se stessi e forse nemmeno quello.
Dunque vanno condannate le proteste “estreme” registrate nella serata di ieri in diverse città italiane, tra cui una delle più violente si é registrata a Torino dove anche parecchi negozi sono stati saccheggiati.
RUBARE la merce di un negozio per protestare significa compiere un atto di delinquenza pura che va condannato da subito a costo di far intervenire l’esercito.
Perché da sempre esiste un limite molto sottile ma ben marcato tra la protesta sana, vera e concreta che é parte pulsante della nostra stessa società e la violenza gratuita mascherata da protesta di piazza.
Ben altro discorso e soprattutto da discutere in ben altre condizioni la situazione degli imprenditori terrorizzati per il nuovo dpcm. Non mischiamo le due cose perché non hanno nulla a che vedere.
Estremisti delinquenti da una parte e lavoratori dall’altra.
Mai come in questo momento e per i prossimi 4 mesi abbiamo bisogno di restare uniti e lottare per la stessa causa. L’ultima cosa che serve sono le manifestazioni di violenza che finiscono per colpire altri imprenditori e le loro attività.