Pronti al mini lockdown

editoriale italiano

Siamo alle ore finali e poi sarà dato l’annuncio ufficiale dallo stesso premier Conte attraverso la consueta conferenza stampa.
Si sta trattando su alcuni dettagli determinanti. Ve bene chiudere, probabilmente siamo pronti a farlo, ma bisogna fronteggiare l’impatto economico che alcune attività potranno subire anche solo da questo primo mini lockdown.
Se si chiudono i locali come i bar e i ristoranti alle 21 o alle 22 bisogna poter mantenere in vita le stesse attività con contributi immediati per evitarne la chiusura. Se poi magari questa volta i contributi invece di farli gestire dalle banche e farli finire sempre e solo nelle tasche di pochi, si attivasse un organo di emergenza che possa gestire la situazione, sarebbe anche opportuno.
Per le palestre e le piscine, come per i cinema e molto altro, stesso discorso. Qualsiasi attività che subirà pesantemente questo primo lockdown per quanto mini dovrà essere tenuta in piedi dallo Stato almeno sino a che l’emergenza sarà terminata.
Se lo si é fatto per un’azienda morta e sepolta come Alitalia, possiamo prevederlo anche per le aziende vive che potrebbero scomparire per colpa della pandemia e di questi lockdown.
Nessuno dice che non sono necessari, anzi, chiudiamo il più possibile, scuole comprese e facciamolo quanto prima, ma sosteniamo gli imprenditori, i grandi come i piccoli e questa volta senza valutazioni di tipo creditizio che a seguito della pandemia di marzo hanno lasciato quasi nessuno esattamente pulito tra segnalazioni in centrali rischi e centrale d’allarme bancaria permettendo sempre ai soliti di ricevere i contributi garantiti dal governo e lasciando i più piccoli a lottare con vecchie segnalazioni avviate solo per tenere in piedi le proprie attività.
Nella giornata di oggi dunque sarà presentato il nuovo dpcm, si attendono anche conferme sulla mobilità tra regioni e molto altro, che se non riguarda quello di oggi sarà implementato nel prossimo di metà settimana.