Prepariamoci alla scuola ibrida

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editoriale italiano

Il modo migliore per non farsi trovare impreparati é quello di anticipare i tempi e prevedere le possibili conseguenze con un certo anticipo.
Domani la scuola riapre. Non commettiamo l’errore di pensare che la situazione possa essere anche solo minimamente vicina alla normalità.
Serviranno rispetto delle regole e spirito di sacrificio, oltre ad una buona dose di collaborazione.
Smettiamo di lamentarci e pensiamo al bene comune. Collaboriamo con i corpi docenti per aiutarli a portare a termine il loro lavoro in una condizione più unica che rara. Troviamo soluzioni insieme dove sarà necessario, soluzioni che aiuteranno a superare questo periodo di pandemia che condizionerà le nostre vite almeno per altre 2 stagioni.
A tal proposito cominciamo ad accettare la scuola ibrida come una soluzione ovvia e scontata.
Se i nostri figli stanno male devono seguire un percorso di ripresa, con tanto di certificato finale del proprio medico, che potrebbe tenerli a casa per molti giorni nei prossimi mesi. Ovvio che le assenze non saranno conteggiate quest’anno, ma ci potrebbero molto probabilmente essere dei giorni in cui a scuola le maestre dovranno fare lezione alla metà o anche meno della classe e questo non avrebbe senso. A meno che non aiutiamo la scuola ad avviare il processo della scuola digitale da subito.
Abbiamo il tempo per farlo e per prepararci a dovere, non mettiamo la testa sotto la sabbia pensando che dovranno pensarci gli altri per noi e per i nostri figli.
Un dispositivo tipo tablet o PC ormai costa molto poco e se siamo in difficoltà possiamo richiedere alla scuola che ce ne venga assegnato uno.
Una connessione ad internet tramite scheda mobile costa dai 4 ai 6 euro al mese e permette anche fino a 100 GB al mese, ovvero un’enormità per dei bimbi delle elementari. La volontà di apprenderne le nozioni basi per l’utilizzo oggigiorno fa parte della cultura personale nel dover affrontare un periodo storico che impone queste conoscenze, chi le evita non ha alcun interesse a crescere.
Non inventiamo scuse perché alla fine quello che farà la differenza potrebbe essere il senso di responsabilità.
Se vogliamo cambiare la nostra scuola in meglio, affiancandola a quella dei paesi nordici che da anni usano questi sistemi digitali affiancati a quelli più classici come qualità e livello di preparazione, allora abbiamo un’occasione unica per farlo.

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