Petra su Sky e la scena del cane ucciso

editoriale italiano

Petra, La serie Tv firmata Sky Original ha entusiasmato una parte di pubblico affamato di polizieschi in perfetto stile tedesco, strapieni di luci fredde, inquadrature banali e tagli in perfetto stile anni 80.
I protagonisti principali sono un’inedita Paola Cortellesi, ispettore un pò troppo perso in un personaggio tanto lontano dalle qualità artistiche della stessa Cortellesi. Abbastanza innaturale l’interpretazione fuori dagli schemi di Petra.
A seguire a ruota un Andrea Pennacchi, che interpreta il vice ispettore Antonio Monte.
La serie può piacere o non piacere ed una recensione si deve basare solo su questo.
I numeri della prima puntata hanno fatto aprire diverse bottiglie di champagne per festeggiare il risultato e siamo certi che la seconda potrà anche seguirne le orme.
Ma la Tv é una rappresentazione scenografica di una vita reale che possiamo permetterci di modellare ed interpretare a nostro piacimento.
Per questo da parte nostra Petra non godrà più nemmeno di un minuto del nostro tempo.
Riportare, come accaduto al termine della seconda puntata, l’uccisione inutile di un cane considerato autore materiale di un omicidio perché a comando del suo padrone ha ucciso una persona, é quanto di più raccapricciante e vergognoso la tv possa rappresentare oggi.
Inutile, vergognoso e troppo banale, che evidenzia i limiti estremi di una sceneggiatura di basso livello.
L’uccisione del cane poteva essere evitata, per di più per mano di un agente.
Purtroppo la finzione televisiva troppo spesso viene esaltata dalla realtà che ci circonda, la quale dalla finzione ed attraverso alcuni personaggi di vita vera poco stabili, prende spunto per vivere una realtà distorta fatta di atrocità ineguagliabili. Troppe persone fanno quello che si é visto in quella scena, non serve alimentare in loro la facoltà di esserne autorizzati.
L’uccisione di una cane a sangue freddo in quel modo ha dato il colpo di grazia ad una serie lenta, molto lenta, che ha bisogno di colpi nelle parti basse per risvegliare il l’interesse dello spettatore pagante.

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