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Non possiamo nascondere Tik Tok ai nostri figli

editoriale italiano

Non possiamo dire ai nostri figli che Tik Tok non esiste, ma dobbiamo in qualche modo prepararli al mondo reale.
Internet ci bombarda ogni giorno di frames che possono destabilizzare i più deboli, che possono esaltare i più arroganti e deprimere i più sensibili. Di tutto quello che ne esce sul display del nostro smartphone di ultima generazione é una quantità di contenuti impressionante che purtroppo sempre più spesso si affianca ad un livello qualitativo dei contenuti stessi di bassissimo livello.
Ormai non é più l’epoca delle passioni, siamo entrati nell’era del fare le cose per soldi ed in questo internet ammaglierebbe chiunque.
Così é stato per gli influencers che hanno riempito i socials come Instagram, Facebook e Twitter, così é stato anche per Tik Tok, che molte volte propone contenuti divertenti in quei pochi secondi di video, ma troppo spesso, tantissimi video andrebbero censurati e cancellati insieme agli accounts dei loro autori.
Ecco perché ci si dovrebbe muovere verso una tutela dell’utente richiedendo maggiore serietà nel controllare i video caricati sulla piattaforma.
Ieri l’ennesima tragedia che ha colpito la famiglia di una bimba di soli 10 anni ha riaperto il dibattito. Ma c’é poco da dibattere, basterebbe intervenire duramente.
Nel frattempo, come genitori non possiamo colpevolizzare nessuno, anzi dobbiamo insegnare ai nostri figli che il mondo non é solo quello di casa, ma che esistono realtà, situazioni e condizioni ben diverse. Non possiamo dire loro che Tik Tok non esiste o che non possono vederlo, perché si alimenterebbe in loro un desiderio ancora maggiore di volerlo vedere. Ma possiamo dire loro cosa si trova su Tik Tok raccontandone i contenuti, quelli positivi e quelli da evitare. Per alcuni potrebbe non bastare, ma vietarlo totalmente potrebbe sortire l’effetto contrario nei giovani, che lo utilizzerebbero di nascosto.
E’ arrivato il momento di dare ai socials il giusto spazio, il giusto potere che poi alla fine é quello di condividere informazioni, siano esse sotto forma di testo, di foto o di video. Niente altro. Coloro che pensano di approfittarsene per mandare messaggi violenti, pericolosi o dannosi, devono essere bloccati e rintracciati dai gestori dei socials stessi. Non dobbiamo mai pagarne le conseguenze noi come utenti finali.

Written by Miriam Parodi

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