Negli ultimi 50 anni la terra ha perso il 50% di animali selvatici

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editoriale italiano

È impossibile negarlo: gli esseri umani stanno cambiando e distruggendo l’ambiente a una velocità senza precedenti e a dir poco allarmante.
Secondo un nuovo rapporto, le popolazioni animali sono diminuite in modo così sbalorditivo che solo una revisione dei sistemi economici mondiali potrebbe invertire il danno.
Quasi 21.000 popolazioni monitorate di mammiferi, pesci, uccelli, rettili e anfibi, che comprendono quasi 4.400 specie in tutto il mondo, sono diminuite in media del 68% tra il 1970 e il 2016, secondo il Living Planet Report 2020 del World Wildlife Fund. Specie in America Latina e Caraibi, così come gli habitat globali di acqua dolce, sono stati colpiti in modo sproporzionato, diminuendo, in media del 94% e dell’84%, rispettivamente.
Ogni due anni, il World Wildlife Fund (WWF) pubblica il suo rapporto storico, rivelando quanto le popolazioni di molte specie siano diminuite dal 1970, un indicatore importante per la salute generale degli ecosistemi.
I dati sono allarmanti e evidenziano con estrema drammaticità quanto la direzione presa con il nostro modo di vivere sia errata.
Rischiamo di superare un limite di non ritorno che segnerebbe una fase molto buia per noi e soprattutto per le generazioni a venire.

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