Nasce la nuova Alitalia, che é sempre la stessa che ha cambiato l’abito

editoriale italiano

Bentornata Alitalia. In realtà non se n’era mai andata, con i suoi debiti e i suoi 7 mila cassa integrati ha sempre pesato sui conti dello Stato in maniera enorme. Eppure anche questa volta la compagnia di bandiera che tanto ci rendeva orgogliosi nel mondo ha trovato il modo di restare in piedi, grazie ai soldi e alle garanzie dello stato.
Esatto, ironia della sorte, lo stesso stato composto da coloro che circa 2 anni fa mostravano il “taglio” a bilancio dell’aereo preso in leasing da Matteo Renzi e ieri hanno firmato per salvare una compagnia aerea intera.
E nemmeno sulle ceneri della vecchia Alitalia, perché i debiti e il mantenimento dei dipendenti in cassa integrazione sono ancora sulle spalle del nostro Bel Paese e solo 5 giorni fa ne é stato chiesto il rinnovo.
Dunque ecco nominati Francesco Caio presidente e Fabio Maria Lazzerini amministratore delegato.
La ministra dei Trasporti, De Micheli: “Nasce oggi la nuova compagnia aerea di bandiera, in netta discontinuità con il passato e che dovrà giocare un ruolo da protagonista sul mercato europeo e internazionale. Si tratta di una grande operazione industriale al servizio del Paese, a sostegno della competitività delle nostre imprese e per il rilancio del turismo italiano”. 
Per quanto banale la nuova Alitalia, che praticamente é la vecchia Alitalia che si é cambiata d’abito, nasce nel periodo peggiore per le compagnie aeree, quando tutte in tutto il mondo, dalla British alla Virgin, dalla Lufthansa alla Delta stanno chiedendo ai governi di intervenire per salvare le compagnie stesse sull’orlo del tracollo. Dunque la domanda non possiamo evitarla: “come mai si porta a termine un’operazione così costosa in un periodo storico così negativo e soprattutto in un settore al tracollo?”
Andava fatto, questo lo abbiamo capito tutti, ma proprio per questo non si poteva chiedere nel referendum del mese scorso: “cosa fare con Alitalia…?”, anche se sono certa, sappiamo tutti la risposta.
Tanto per intenderci, aprire una compagnia aerea oggi é l’operazione finanziaria più assurda che si possa fare in piena pandemia, anche se i soldi sono quelli degli italiani e non quelli personali. Ci vuole coraggio e tanta, troppa faccia tosta.