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Lucy in the Sky, crea sonnolenza

editoriale italiano

Troppo di tutto. Troppo tempo per raccontare la storia, almeno 30 minuti si potevano tagliare. Troppo lento in troppi passaggi. Senza colpi di scena, senza misteri. Senza regalare allo spettatore un motivo valido per continuare a guardarlo.
L’offerta Sky Extra di questi giorni ci ha permesso di guardare un film che in caso contrario non avremmo mai guardato per più di 5 minuti.
Con Sky sarebbe gratuito per i clienti da più di 3 anni e questo ti spinge a guardarlo, proprio perché é gratuito, ma più passa il tempo e più ti chiedi se non avevi niente da fare.


I fatti sono presentati come realmente accaduti in riferimento alla vita dell’astronauta Lisa Nowak. Ora però, va detto, che non é che ogni volta che ci mettono la scritta “basato su fatti realmente accaduti”, ci dobbiamo immergere nel racconto per farci trascinare sino alla fine.
Va detto che le due stelle su 5 le meriterebbe solo per alcune inquadrature decisamente interessanti che danno un punto di ripresa affascinante ed alcuni passaggi nel montaggio… per quanto troppo lungo e prossimo all’infinito.
La prova di Natalie Portman passa abbastanza inosservata, come qualcosa di già visto che non porta nulla di nuovo al personaggio.
Un film da vedere su di un divano o una poltrona belli comodi perché é da scommettere che entro la prima ora crea evidenti segnali di sonnolenza.
Per quanto Sky non abbia alcun interesse economico nella produzione del film, sarebbe bello poter dire… “ora capisco perché era gratuito, non lo guardava nessuno altrimenti!”.

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