Lockdown parziale in Europa, senza sapere se funziona

editoriale italiano

Alla fine ci siamo arrivati anche noi, come la Germania, la Spagna, la Francia e molti altri che seguiranno questo esempio.
Si prova a contenere la diffusione del coronavirus isolando le zone più colpite dai contagi. Una specie di lockdown mirato.
Il punto che nessuno ha però ancora evidenziato é che non sappiamo se questo sistema funziona oppure no.
Nessuno ha modo di dimostrare che sia efficace o meno. Stiamo provando a prendere una strada che non conosciamo e sulla quale nessuno sa dirci dove conduce.
Questo ad alto rischio per il sistema economico, che ad esempio in Italia bloccherà 2 delle regioni più produttive del paese, e del sistema sanitario, perché ironia della sorte ci viene chiesto di lavorare tutti in smart working… ma dobbiamo portare i nostri figli a scuola alle elementari e sino alla prima media.
Ai bambini viene chiesto di indossare una mascherina persino durante le ore di lezione a scuola, mentre per portarli ed andare a prenderli basterà la solita autocertificazione.
Dunque si chiude, si finisce tutti in lockdown e si prova a vedere se questa tecnica funziona, se non dovesse funzionare i primi a rimetterci saranno i nostri figli utilizzati come cavie.
Ma se dovesse funzionare anche solo minimamente cosa faremo tra 15 giorni? Torneremo alla normalità? Nessuno lo dice, ma sarà impossibile, perché almeno sino al vaccino non ci sarà un ritorno alla normalità, perché basterebbero 48 ore di normalità per contagiarsi tutti di nuovo.
Dunque questo é un lockdown destinato a restare in vigore molto a lungo a furia di rinnovi su rinnovi. E potrebbe anche andarci bene, purché lo stato regga il sistema economico commerciale delle attività nelle regioni rosse e questa volta lo faccia senza l’intervento delle banche nel mezzo.
La sola nota stonata sono gli uffici pubblici e le scuole elementari, meglio agire e in fretta anche su questi fronti.