Lockdown leggero per rendere i decessi meno pesanti

editoriale italiano

L’idea del governo, che non é più un segreto per nessuno, é quella di portare avanti una linea di chiusura “leggera”. Ovvero avere un lockdown in una zona rossa significa trovarsi a non avere più bar, ristoranti e a non affollare mezzi pubblici o uffici pubblici, ma permette una mobilità comunque totale perché le motivazioni per un’ipotetica autocertificazioni ci sono un pò per tutti… lavoro, scuola, spesa, farmacia e molto altro.
Ma se da un lato ovviamente si possono abbassare i numeri dei contagi, o almeno si possono contenere, rimane uno spiraglio aperto che genera un’aria gelida all’interno delle nostre vite: il numero dei morti continua a crescere.
Dunque dovremmo intendere l’idea di un lockdown leggero per ridurre il numero dei contagi o quello dei morti? Perché nel primo caso sta funzionando, nel secondo per niente.
Non esiste un metodo scientifico, per quanto decine di esperti scienziati ci stanno studiando sopra ogni giorno, o almeno questo é quello che ci fanno credere, ma esiste un metodo umano che stiamo sottovalutando.
Quanto deve costarci in termini di vite umane questa scelta? Ancora troppa gente é autorizzata con una scusa o con un’altra a muoversi per la città, molti senza mascherina (forse perché si sentono invincibili).
Quale potrebbe e dovrebbe essere il punto di non ritorno? Le motivazioni politiche di dimostrare di avere ragione quanto dovranno prevalere sul buon senso?
Non ci sono i soldi per tutti é ovvio, la scuola per prima ha speso troppo, come mai negli ultimi 50 anni, dunque é normale voler dimostrare di aver ragione. Ma qui si tratta di vite umane. Cosa possiamo umanamente accettare? 500 morti al giorno o forse 600? Magari a 1000 qualcuno comincia a pensarci?
L’idea del lockdown mirato e leggero può funzionare in termini di contagi ma non potrà mai fermare i morti. Questo sino a che non limitiamo ulteriormente i rischi di contagio, lasciando aperte solo le attività essenziali e chiudendo tutto il resto, almeno per un paio di mesi.
Lo sappiamo noi, lo sanno gli esperti e lo sa il governo che non potrebbe fronteggiare un’ondata di richieste economiche per tutti quanti.
Ma in tutto questo continuiamo a chiederci, i bambini cosa hanno a che fare con il rischio Covid? Perché si costringono genitori e bambini a correre un rischio così elevato di contagio, continuando a mandarli a scuola, mentre ai genitori stessi viene chiesto di fare smart working per restare a casa? E’ un controsenso totale.