Lockdown in Piemonte, nessuno si é fermato

editoriale italiano

Il lockdown totale in Piemonte é scattato da qualche giorno, ma la mobilità interna alla regione é pressoché la stessa, identica. Si sono chiuse alcune attività, molte per la precisione, ma le aziende devono lavorare visto che i contributi per tutti non ci sono e le scuole elementari e le classi della prima media devono continuare ad andare a scuola, dunque difficile definire ed identificare questo come un vero e proprio lockdown.
Certo, molta meno gente é in giro soprattutto la notte grazie al fatto che i locali sono chiusi, ma moltissime persone continuano a fare quello che facevano durante il giorno, costrette a farlo proprio perché questo lockdown totale da zona rossa ha fermato solo in parte le persone, che continuano ad incrociarsi al lavoro, nei locali pubblici e negli uffici pubblici che sono ancora aperti.
Questo significa rischiare di alimentare durante il giorno un afflusso di gente che ovviamente non ferma le possibilità di contagio anzi le alimenta sempre più.
Troppe persone al lavoro, in giro per le città, ognuno con una valida scusa. Troppe persone senza mascherina, troppe persone a sottovalutare la situazione.
Da un lato ci viene detto di portare a scuola i figli dall’altro di tenerli a casa e queste voci arrivano da esponenti del governo che invece di creare compattezza alimentano la divisione per motivi politici.
L’italiano é una gran lavoratore, ma spesso ha bisogno di spaventarsi prima di capire la gravità della situazione. Ecco, sarebbe arrivato il momento di spaventarsi a sufficienza. Sarebbe opportuno chiudere tutto ma per davvero almeno sino alla fine di gennaio.
Perché se da un lato qualcuno ha detto in conferenza stampa che questo lockdown avrebbe salvato il Natale, la realtà più ovvia é che questo finto lockdown che viviamo ogni giorno in Piemonte e Lombardia ci condurrà alla fase più pesante dell’epidemia, dalla fine di Novembre 2020 sino alla fine di Gennaio 2021.
Proprio a gennaio ci saranno le prime dosi di vaccino a disposizione degli operatori sanitari e delle forze dell’ordine, per la gente comune servirà attendere tra Febbraio e la primavera inoltrata.
E’ spiacevole doverlo dire, ma é arrivato il momento di chiudersi dietro alla trincea di casa come avevamo fatto a Marzo, Aprile e Maggio, altrimenti rischiamo una strage con questa seconda ondata.