Le Barbados offrono di fare smart working in paradiso

editoriale italiano

A tutti coloro che sono impegnati a lavorare da casa durante questo periodo storico legato alla pandemia, arriva un’offerta alla quale si fatica a rinunciare.
La possibilità di lavorare in smart working da casa… ma che casa!
Il primo ministro delle Barbados, Mia Mottley sta per considerare l’idea di introdurre un “Barbados Welcome Stamp” che permetterebbe arrivi internazionali purché si impegnino a vivere e lavorare sull’isola almeno per un anno.
L’idea si basa sul fatto che a causa della pandemia gli arrivi sull’isola, soprattutto quelli collegati ad un’idea di vacanza di 10 o 15 giorni sarebbero compromessi, dunque tanto vale incentivare il medio e lungo termine.
D’altronde il turismo alimenta il 40% degli ingressi economici del paese e non si possono permettere di non trovare una soluzione adeguata.
La stessa Mottley ha dichiarato che non serve lavorare in Europa, Stati Uniti o America Latina per forza. Chi può farlo di spostarsi può raggiungere le Barbados e lavorare comunque in smart working in un luogo da sogno che sa offrire adeguate connessioni ad internet. Non si deve restare per un anno intero di fila, basta che si programmi almeno 1 anno e si spenda almeno un paio di mesi a lavorare alle Barbados di volta in volta, rientrando a casa nel proprio paese ogni 2 mesi magari o quando se ne ha la necessità.
Una sola caratteristica per lavorare in smart working in paradiso: all’arrivo sarà richiesto un test di negatività al Covid-19 e si dovrà comunque indossare una mascherina.