La vecchia idea del calcio italiano

editoriale italiano

E’ notizia di oggi che la Fiorentina ha esonerato Iachini e assunto a libro paga Prandelli.
L’ex CT della nazionale é un ottimo allenatore e negli anni si é guadagnato la giusta reputazione che gli spetta.
Ma una domanda sorge spontanea. Perché il calcio italiano, pieno di investitori esteri, si ostina a considerare “abili” ai massimi livelli, solo nomi già conosciuti, escludendo sempre e comunque le scelte che potrebbero ricadere su allenatori più giovani e più moderni?
Con questo ragionamento non avremmo mai visto vincere Guardiola al Barcellona, Zidane al Real, Conte alla Juventus…
Non si tratta di una scommessa, si tratta di credere che ogni cosa nella vita ha una sua evoluzione ed il calcio moderno non é più quello di 10 anni fa, e ancora meno quello di 20 anni fa.
Nulla da togliere ad allenatori con una carta d’identità più consumata, ma semplicemente se non rinnoviamo, un pò come ha fatto Mancini con la nazionale, non ci muoviamo più da questo scoglio di sicurezza.
E proprio per quanto queste aziende straniere vengono ad investire nel nostro calcio, dovrebbero comprendere che fossilizzarsi sul “sicuro per nome” non porta da nessuna parte. Sarebbe forse meglio prendersi qualche rischio in più e parlare di calcio più moderno? Certo non farebbe male al sistema calcio italiano che potrebbe solo giovarne da questa piccola rivoluzione di mentalità.
Sia ben chiaro ben venga Prandelli, nessuno giudica la scelta del singolo, é il sistema, l’idea di calcio che va cambiata. Dategli una rosa da primo livello e probabilmente De Zerbi sarebbe uno degli allenatori migliori al mondo. Stesso discorso per Pirlo e idem per Fonseca.
Dunque che senso ha esporsi sul deja-vu per andare sul sicuro e salvaguardare gli investimenti fatti?
Se vogliamo fare un passo avanti in questo sport dobbiamo togliere dalla testa le vecchie idee di calcio, le vecchie ed ottuse convinzioni. Dobbiamo parlare di calcio moderno ancor prima e ancor di più dei risultati.
Perché alla fine il calcio é uno spettacolo e come tale deve divertire. Se mettessimo Trapattoni ad allenare oggi, probabilmente saprebbe vincere ancora… ma nessuno andrebbe allo stadio a vedere una partita (Covid a parte) per rischio di cadere nella dipendenza alla noia, totale, assoluta.