La spesa sexy della Rai conferma il basso livello della TV pubblica

editoriale italiano

Durante il programma Detto Fatto andato in onda su Rai 2, si é data dimostrazione attraverso una specie di tutorial di come si può fare una spesa sexy. Avete capito bene, non pensate a voi presi dallo stress della vita quotidiana, dal vostro smartphone che suona ogni volta che vi ricorda un appuntamento e dai figli che si aggrappano alla vostra giacca appena rientrate a casa, pensate a tutte quelle persone che hanno ben poco a cui pensare nella vita, che vogliono pensare a come essere sexy nel fare la spesa.
Almeno questo era l’intento di quanto messo in onda ieri sulla TV pubblica.
Ora, che i programmi Rai non siamo di primissimo livello solo ai vertici Rai non lo capisce nessuno.
La rivoluzione politica che avrebbe dovuto alzare il livello della Tv pubblica un paio di anni fa a vantaggio di un’informazione migliore non é mai avvenuto.
L’ennesima dimostrazione che ci sono posti di lavoro in Italia dove puoi cambiare chi mette il sedere sulla sedia, ma non cambierai mai la gestione con auto-pilota imposta politicamente.
Ecco dunque che i peggiori finiscono a lavorare proprio dove l’integrità artistica si pensa possa essere comprata a fette al supermercato.
Il risultato? Un tutorial come quello di ieri che non deve offendere o infastidire, al massimo deve far ridere pensando alla mente limitata di chi lo ha ideato e quella ancora più limitata di chi ha permesso di metterlo in onda.
Ma la Rai ci ha da sempre abituato ad un livello qualitativo superato persino da coloro che hanno anche solo 1000 followers su youTube che almeno ci mettono passione in quello che fanno.
Non é il caso di inventare polemiche per qualcosa di inesistente che nel frattempo a furia di parlarne é diventato virale. Non facciamo finta di scandalizzarci per così poco noi che arriviamo dagli anni dei TG di Emilio Fede e della sua realtà parallela.
Facciamo in modo di riprenderci la Tv pubblica piuttosto, a suon di voti della gente che possa scegliere chi mettere al comando e soprattutto possa aumentarne il livello qualitativo.
Anche perché al di sotto dei 60 anni non la guarda più nessuno e quando capita é per sbaglio. Il livello é troppo basso e le persone che la gestiscono vogliono pensare di gestire tutti i canali Rai con budgets risicati che ottengono solo il livello qualitativo più basso per gli addetti ai lavori a disposizione sul mercato.
Va alzato il livello dell’informazione in questo Paese a partire dalla Tv pubblica.
Se poi vogliamo fare un tutorial su come fare la spesa sexy allora potremmo anche farlo all’interno del contesto giusto, ma non nel modo in cui é stato fatto ieri, soprattutto a spese del contribuente italiano che ad oggi gradirebbe anche un solo canale pubblico e magari più soldi sullo stipendio; una Tv indipendente di maggiore qualità piuttosto che 20 di qualità pessima e gestiti dai partiti.