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La scuola chiude, anzi no, o forse sì

editoriale italiano

Avete presente quando capite che sta per succedere qualcosa, non sapete bene cosa, ma sapete che sta per succedere? Ecco questa é la sensazione che provano i genitori dei bambini che frequentano le scuole in Lombardia e Piemonte.
Si assiste ad un continuo rimbalzarsi le responsabilità, senza che vi sia un punto di riferimento preciso per tutti, senza che vi sia una voce unica per tutti. Prima inventiamo una colorazione dell’arancione più scura, poi dividiamo le regioni in blocchi dove si passa a pochi km di distanza da una possibile vita quasi normale ad un sistema di restrizioni pesante. Ne mezzo noi, genitori con i nostri figli per mano che ci stiamo chiedendo… ma lunedì li portiamo a scuola o no?
Ora, la variante inglese é in circolazione da giorni ormai, le proiezioni che hanno indicato quello che sta per accadere sono nelle mani degli esperti da tempo, perché si deve arrivare all’ultimo secondo per decidere? O forse lo si fa in modo che qualcuno decida per noi?
Sarebbe arrivato il momento di dire le cose come stanno, dati alla mano e di procedere in quella direzione. Noi tutti staremmo aspettando un cenno. Capiamo i dati e le soglie di rischio, ma non esistono miracoli, se sappiamo che entro martedì anche il Piemonte sarà oltre la soglia, perché continuare a mandare a scuola i figli per 1 giorno? Se sappiamo che tra 1 settimana lo stesso Piemonte sarà zona rossa, perché attendere e perdere tempo per dichiarare un lockdown totale?
Vuoi vedere che il solito gioco dello scaricabarile tanto apprezzato nelle istituzioni governative in Italia, continua a farla da padrone?

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