La Pasqua degli imbecilli

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editoriale italiano

Il rafforzamento dei controlli ha portato nella giornata di Pasqua ad un aumento delle sanzioni e delle denunce per violazione del decreto che indica di stare a casa e di evitare contatti con altre persone. In una domenica di Pasqua inusuale sono state controllate in tutto 280.717 persone e 89.931 esercizi commerciali.
Le persone sanzionate per non aver rispettato le norme sugli spostamenti sono state 12.514, mentre le persone denunciate per falsa dichiarazione riportata nell’autocertificazione sono state 104.
Quelli denunciati per aver violato la quarantena sono stati 53 e gli esercenti sanzionati 179 e le attività chiuse 35.
Ognuno é libero di guardare i dati per il verso che meglio crede. Ognuno é libero di pensare nel modo che ritiene più opportuno, ma ognuno non é libero di fare quello che vuole. Questo riporta ad una mancanza di rispetto verso coloro che stanno morendo ogni giorno per il Covid-19 e coloro che in prima fila stanno lottando (spesso con la loro stessa vita) per salvare più persone possibili.
E non usiamo la carta che molte persone non ce la fanno più a restare a casa perché diventiamo ancora più miseri.
Mancare di rispetto a noi stessi dovrebbe poter portare danni solo a noi, invece non é così. L’imbecille che non rispetta le norme rischia la propria vita e quella degli altri, delle persone con le quali entra in contatto, di coloro che gli stanno accanto. Questo va capito e subito.
Aver bisogno delle forze dell’ordine per capire che ci comportiamo da miserabili se violiamo queste norme ci rende ancora più piccoli. Ogni volta che usciamo di casa per violare furbescamente le norme di restrizione mettiamo a repentaglio la vita di qualcuno.
Ecco perché quella del 2020 non é stata la Pasqua del Papa solo, di Bocelli al Duomo, ma sarà ricordata come la Pasqua degli imbecilli.
Tutti noi abbiamo bisogno di tornare ai contatti sociali, ma dobbiamo renderci conto che dovrà passare ancora molto tempo prima che questo accada. Non possiamo abbassare la guardia adesso e nemmeno per i prossimi 6 mesi, altrimenti non torneremo al punto di partenza di fine Febbraio, ma torneremo molto più indietro, in un baratro dal quale economicamente e finanziariamente come Paese non ci rialzeremo più.

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