La Juventus non ha solo bisogno di tempo

editoriale italiano

Inutile per Pirlo cercare di rendere più romantico questo momento di transizione. Si sapeva, da Allegri a Sarri e da Sarri a Pirlo, doveva esserci un periodo di transizione inevitabile. Un periodo che in Italia, con una rosa così importante ti permette di prenderti il tempo che vuoi, ma a livello internazionale e di fronte ad una squadra come il Barcellona, lascia il segno di un divario enorme tra le due.
Un problema di gioco, di testa, di mentalità. Perché se prima l’età media era alta per la Juve la si usava come scusante. Oggi che l’età media é bassa la si usa come scusante per l’inesperienza…
Questo rapporto di fine gare non sta in piedi e se inserito nel contesto aziendale della Juventus quotata in borsa, non convince nessuno.
Ieri sera l’ennesima dimostrazione di lavori in corso che il tifoso juventino sente dire dal primo giorno di Sarri. Stesse parole, stesse posizioni.
Tutti consapevoli che la Juve senza Ronaldo non é nulla e non va da nessuna parte. In questo modo senza il fuoriclasse portoghese si rischiano figuracce anche in campionato e con squadre decisamente inferiori sulla carta.
Il Barcellona non é imbattibile e ieri sera non ha nemmeno giocato una delle sue partite migliori, a tratti sembrava più un allenamento. Ma in questo momento il divario tra i due team é talmente marcato che non permette riflessioni di nessun genere.
La Juve ha tanto da lavorare e deve farlo subito, indipendentemente dal girone di Champions che oltre al Barcellona permetterebbe anche al Crotone di passare (con tutto rispetto verso il Crotone che in questo momento gioca meglio della stessa Juventus).
Ma se l’approccio deve essere “abbiamo i giocatori contati” o “la stanchezza comincia a farsi sentire”… non si va da nessuna parte.