La Ferrari dei dissapori

editoriale italiano

Nemmeno il tempo per festeggiare e come se non bastasse la stagione rosso inferno si sta per trasformare in quella rosso vergogna.
Adesso a dubitare della correttezza del team é Vettel che mette in dubbio i dati recuperati dalla sua vettura e confrontati con quelli del compagno Charles Leclerc.
Dopo una stagione tremenda, condizionata e ridicolizzata in alcuni momenti dalla pandemia da coronavirus il team di Maranello non ha saputo nemmeno gestire e arginare gli attriti interni.
Diciamo che la gestione sarebbe da rivedere e probabilmente da affidare ad altri.
Ma non da ieri in Portogallo, da inizio stagione quando Vettel é stato messo alla porta con largo anticipo e senza nemmeno la giusta discrezione che dovrebbe competere ad una squadra di questo livello in F1.
Tanto valeva cambiare pilota subito, trovando un accordo per una buona uscita con il campione tedesco ed affidare la macchina ad altri.
Così non si può pretendere di ottenere il massimo da un pilota che già arrivava da 2 stagioni in cui aveva perso parecchia fiducia in se stesso.
Se poi si aggiunge un livello di macchina tra le peggiori per gran parte della stagione, ed un team di meccanici e collaboratori che non hanno mai dimostrato di godere di quella tranquillità necessaria per fare questo mestiere, abbiamo sotto gli occhi il risultato di oggi.
Se poi oggi dobbiamo anche avere dubbi sul modo diverso di gestire le due macchine… siamo proprio alla frutta.
Approfittiamo del momento di gioia per godere dell’impresa di Leclerc e proviamo a metterci dietro questa stagione assurda perché alla fine se cerchiamo di prendere Vettel come capro espiatorio siamo sulla strada sbagliata perché l’errore più grosso lo ha fatto il team nella gestione del pilota tedesco che volendo vedere non era proprio l’ultimo arrivato.