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La disinformazione che ci mette in ginocchio

editoriale italiano

Se da un lato abbiamo un governo tecnico abbastanza stitico in fatto di comunicati stampa e dall’altro ci troviamo nel bel mezzo di un’informazione che deve inventare soluzioni per ovviare al problema che di notizie ufficiali non ne arrivano… per la gente comune diventa un inferno.
L’informazione deve contribuire a migliorare un paese non a peggiorarlo. Non abbiamo bisogno di informazioni date in previsione di studi percentuali, abbiamo bisogno di notizie vere. Siamo stanchi di esperti ospiti di trasmissioni televisive o radiofoniche che esprimono il loro punto di vista professionale che confonde ancora di più le persone.
Servono certezze, perché solo con le certezze possiamo affrontare le settimane che ci attendono.
Solo questa mattina, un giornale riportava la chiusura totale, un secondo quotidiano la chiusura parziale ed un terzo la chiusura parziale in settimana e totale nel weekend.
L’Italia é un paese di lavoratori e genitori che hanno bisogni di informazioni per affrontare questo momento drammatico.
Se i giornali riportano supposizioni piuttosto che notizie significa che la fonte é carente di informazioni. Tutta la colpa non può essere delle testate giornalistiche. Si finisce nella condizione già vissuta dei colori assegnati alle regioni, dove poi l’interpretazione personale di un singolo governatore autorizza a fare quello che si vuole.
La stessa cosa la stiamo vivendo con le notizie, ma cosa ancora più grave in questo caso si rischia di scadere nella disinformazione pur di informare ad ogni costo e questo accade nei paesi del terzo mondo o a Cuba ancora oggi, diciamo che in Italia potremmo aspettarci di meglio.

Written by Miriam Parodi

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