Home News dal Mondo Julian Assange, inizia il processo di estradizione

Julian Assange, inizia il processo di estradizione

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Il Regno Unito da oggi darà inizio alle udienze per la convalida dell’estradizione negli Stati Uniti di Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks.
L’America aspettava questo giorno da tempo, tanto tempo e non vede l’ora di portare il 48enne dinnanzi ad una corte americana che potrebbe condannarlo a circa 175 anni di prigione.
Sul tavolo la solita storia, il limite (pesante) della libertà di parola e di informazione e dall’altro la necessità del Governo americano di tutelare i propri soldati ed il proprio Paese, contrapponendosi alla divulgazione di informazioni pericolose.
Senza Wikileaks e Assange oggi non sapremmo nulla dell’Apache militare che nel 2007 ha colpito 2 reporters della Reuters e 9 civili iracheni a Baghdad… per sbaglio così come per sbaglio era stato tenuto nascosto.
Senza Wikileaks non sapremmo tante altre cose che nel corso degli anni hanno guadagnato a forza le prime pagine in tutto il mondo.
In un primo momento l’atteggiamento di Wikileaks ha attirato l’attenzione di tutti i principali magazines al mondo, ma poi il gioco é diventato troppo pesante da sostenere. Troppe vite venivano messe in pericolo solo per il fatto che venivano pubblicati sul web documenti troppo compromettenti.
La giusta via di mezzo va sempre trovata. Perché l’informazione libera merita di raccontare la verità.
Ma esistono modi e tempi per farlo che non dovrebbero mai essere dimenticati solo per fare audience o attirare l’attenzione.
Assange non ha mai nemmeno pensato di mettere un limite, non ha mai pensato di poter mettere in pericolo la vita di molte persone, spesso soldati americani. Assange sapeva benissimo cosa faceva e cosa rischiava, ma ad un certo punto la sua fame di attenzione ha superato la sua stessa coscienza e si é perso il controllo della situazione.

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