Alla fine Julian Assange é stato arrestato a Londra. 
L’Ecuador ha autorizzato la polizia britannica ad entrare nella propria ambasciata e portare via di peso il fondatore di Wikileaks. 
Una decisione inaspettata ma prevedibile visti i comunicati degli ultimi mesi. 
Si capiva che qualcosa stava per accadere, non proprio nel rispetto totale di qualche regola internazionale. 
Il punto rimane che il fondatore di Wikileaks ha cambiato per sempre il verso dell’informazione e lo ha fatto in principio supportato da alcune delle testate internazionali più famose che oggi si nascondono come il bimbo che a scuola é stato preso a copiare i compiti.  
Oggi tutti gli hanno girato le spalle perché Assange ad un certo punto ha perso il controllo. 
La sua informazione trasparente é diventata sfida ad un sistema vecchio e spesso corrotto, ma pur sempre fondamentale nel diritto di ogni paese civile. 
Quando poi la nostra stessa informazione mette a rischio la vita delle persone accanto a noi, allora ci sarebbe da discuterne a lungo. 
L’uomo con l’aspetto quasi programmato da guru indiano, barba lunga e capelli raccolti, l’uomo dei controsensi, che racconta di una libertà di stampa improponibile e riceve la notifica di una denuncia per uno stupro che si sarebbe consumato in Svezia diversi anni fa. Libertà, costrizione, libertà assoluta contrapposta ad una ferma volontà che tutto possa e debba ruotare attorno a lui. 

Wikileaks ha cambiato il modo di parlare di informazione. Assange ha sbagliato il modo di presentarlo al mondo. 




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