Ivermectin, l’alleato che non ti aspetti

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editoriale italiano

Ci hanno provato tutti, sperimentando spesso sulla pelle delle persone farmaci di ogni tipo per capire quale potesse combattere il coronavirus o almeno limitarlo.
Tra tutti i risultati migliori sono stati riscontrati dall’utilizzo di un anti-parassitario che si chiama Ivermectin.
L’utilizzo su alcuni soggetti, non tutti può dare risultati di rilievo al punto da poter salvare vite umane che altrimenti non avrebbero speranza.
Usato frequentemente in ambito veterinario, Ivermectin fu sviluppato tra il 1970 ed il 1980 per essere poi distribuito a livello mondiale ovunque.
Negli esseri umani ha sempre avuto un utilizzo specifico per pidocchi, scabbia ed altre patologie da parassiti, ma i risultati ottenuti con alcuni pazienti a cui é stato somministrato il farmaco, sono stati a dir poco sorprendenti.
Un team di ricercatori australiani hanno per primi testato gli effetti del farmaco contro il coronavirus. La dottoressa Kylie Wagstaff a capo del team di Melbourne ha confermato che una singola dose può rimuovere il virus entro 48 ore da qualsiasi organismo e già dopo sole 24 ore si notano miglioramenti importanti.
Il punto cruciale é il dosaggio che se sbagliato ha effetti collaterali sull’essere umano. Una volta identificata la giusta quantità Ivermectin potrebbe essere l’alleato più fedele in questa lotta contro il virus.

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