Il Recovery Fund ci sta andando di traverso

editoriale italiano

Non doveva essere una passeggiata di piacere, ma nemmeno doveva diventare una passeggiata di dolore.
Con un solo premier a fare da ostacolo, a mettersi di traverso sulla strada del fondo europeo in aiuto a Paesi come l’Italia che potrebbe essere determinante.
Così l’Olanda, che per prima si é sempre disinteressata del problema migranti nel Mediterraneo, che per prima non vorrebbe mai dare soldi per la gestione dei migranti all’Italia in generale pensa di poter tenere in mano l’Europa intera.
L’impressione di oggi é che ci stia riuscendo. Un Paese piccolo che ha in qualche modo il potere di decidere le sorti di un’Europa già vista e rivista, sempre presente quando cerca soldi e tanto lontana e irriverente quando ne deve dare… alle sue condizioni, ai suoi interessi, spinta dalle principali banche europee alle quali non interessa se qualcuno dovesse finire in default nei prossimi mesi, avrebbero solo da guadagnarci ancora di più.
Alla fine una soluzione la si dovrà trovare, perché i fondi del Recovery Fund servono all’Italia come agli altri Paesi in maniera determinante.
Facciamo solo attenzione ad un dettaglio. Senza il Recovery Fund l’Italia rischia il default, soprattutto se dovesse, come prospettato, arrivare una seconda ondata di contagi in autunno.
Ma il recovery é un fondo garantito dal bilancio a lungo termine della Comunità Europea. Ma se viene tolto o limitato troppo pesantemente all’Italia, si potrebbe anche pensare che a quel punto l’Europa non avrebbe più tanto senso e alcun valore finanziario per il nostro Paese e dunque quella garanzia a lungo termine verrebbe a mancare e non solo per l’Italia, ma anche per la Spagna, per la Francia per esempio, lasciando che la Germania possa pensare a gestirsi da sola quel giocattolo chiamato Europa che alla fine in Italia non hanno ancora ben capito a cosa sia servito.

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