Grazie a Dybala si torna a parlare di calcio

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editoriale italiano

Ci ricorderemo gli ultimi 60 giorni per il resto della nostra vita, questo lo sappiamo bene. se poi pensiamo alla nostra ricerca perenne di punti di riferimento sappiamo bene come il coronavirus ce li abbia spazzati via tutti.
Per molti italiani il calcio significava quotidianità, normalità, entusiasmo e vita. In molti trovavano persino gli stimoli necessari proprio dalla squadra del cuore. Tutto questo ai primi di marzo é stato cancellato da una pandemia che nessuno avrebbe mai potuto fermare.
Ecco perché senza dare importanza alla maglia che indossa, il ritorno di Paulo Dybala in campo ad allenarsi significa un primo passo importante verso il ritorno ad una specie di normalità.
Se poi, questa normalità condizionata portasse a rivedere qualche partita di calcio, questo potrebbe solo far bene ad un paese in ginocchio.
E’ vero con il calcio non si mangia, servono soldi, contributi e posti di lavoro, ma il calcio aiuta, soprattutto nei giorni non proprio da ricordare e sappiamo bene quanto questo periodo vogliamo mettercelo alle spalle.
Senza vergogna, senza timori di essere giudicati per questo. Molti italiani vivono di calcio, perché dunque in un periodo assurdo come quello che stanno passando sarebbe negativo pensare di poter ridare loro un pizzico di felicità e normalità che solo il calcio sa offrire?
Ecco perché é stato importante rivedere Dybala, che peraltro ha anche lottato direttamente contro il virus, in campo.
L’idea di normalità che ha trasmesso é straordinariamente forte se non ve ne siete accorti.

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