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Essere di colore in America non dovrebbe essere una sentenza di morte

A pronunciare queste precise parole niente meno che il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey che durante una conferenza stampa indetta apposta ha voluto prendere una posizione netta e forte nei confronti dell’operato degli agenti che avrebbero provocato la morte di George Floyd.
Le immagini di George in 24 ore hanno fatto il giro del mondo. Il ginocchio di quell’agente posizionato sul collo di George a terra mentre diceva che non riusciva a respirare, é stata la causa del suo decesso poco dopo.
Se nel frattempo gli agenti sono stati sospesi e l’indignazione dell’America intera ha fatto tanto rumore, il sindaco di teneva a far sapere la sua versione e soprattutto la sua dura presa di posizione.
Così ha indetto una conferenza stampa senza nemmeno attendere che si calmassero le acque e senza ascoltare alcun suggerimento dei suoi collaboratori.
Ha fatto sapere che le indagini erano terminate, che le famose body cam, le telecamere portatili indossate dagli agenti erano funzionanti e stavano registrando nel momento dell’intervento e che le stesse hanno aiutato parecchio a comprendere quanto accaduto.
Una volta bloccato e ammanettato gli agenti si sono accorti che le condizioni dell’uomo stavano peggiorando, hanno chiamato un’ambulanza ma purtroppo Gorge Floyd é morto poco dopo.
Ecco perché l’eccessivo utilizzo della violenza da parte degli agenti é stato condannato dal sindaco stesso che ha dichiarato:
“Essere di colore in America non dovrebbe essere una sentenza di morte”.

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