Dopo aver ucciso il barista Davide Fabbri e la guardia ecologica Valerio Verri e dopo aver ferito Marco Ravaglia, era scappato e nessuno lo aveva più trovato. Poi la svolta, dopo 8 mesi in Spagna.
Lo hanno fermato e riportato in Italia.
Oggi ad Igor il russo é stato assegnato il massimo della pena, l’ergastolo, in uno di quei casi giudiziari in cui, si ha la vaga impressione che non sia nemmeno sufficiente ad identificare una tale brutalità.
Inutile perdere tempo e soldi cercando di ricadere sul solito scalino traballante dell’incapacità di intendere e di volere, inutile aggrapparsi a lievi e insignificanti sensi di colpa che non si sono mai fatti vedere nella mente di Igor.
Siamo di fronte ad un serial killer che potendolo fare avrebbe ucciso molte e molte più persone.
Questo lascia l’amaro in bocca, la consapevolezza che per una persona come Igor, non sarà mai abbastanza, qualsiasi sia la pena.

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