Dylann Roof, il killer di Charleston, preso di mira in carcere

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editoriale italiano

Nel 2015 aveva scioccato il mondo intero. Sembrava l’ennesimo psicopatico che aveva deciso di diventare famoso uccidendo persone a caso.
Durante il processo però non ha dato segni di pentimento alcuno e anzi ha sempre mantenuto la su posizione anche dopo quel maledetto giorno in cui ha ucciso 9 persone di colore a Charleston, Sud Carolina.
Oggi Dylann ha 25 anni e si trova nel braccio della morte di Terre Haute, Indiana.
Nei giorni scorsi ha indirizzato una lettera, sembra tramite un conoscente, ad alcuni organi di stampa, per raccontare gli abusi psichici e fisici che subisce regolarmente in prigione.
Ogni volta che si é lamentato gli hanno sempre risposto che “l’odio che la gente prova solo nel vederlo giustifica qualsiasi trattamento”.
Così Dylann sta provando a farsi ascoltare al di fuori della prigione, ma forse nemmeno a distanza di 5 anni da quella strage del 2015, forse nemmeno dio resta più ad ascoltarlo. Dunque che proprio Dylann cerchi di nascondersi dietro ai diritti umani suona realmente come qualcosa di totalmente ingiusto.

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