Didattica a distanza, un disastro annunciato

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editoriale italiano

Ci abbiamo provato, ce l’abbiamo messa tutta ma troppo spesso le difficoltà organizzative, oltre a quelle di connessione e di condivisione hanno soffocato tutti i nostri buoni propositi.
L’Italia in termini di web era al terzo mondo. Le connessioni dati distribuite dalle aziende di telefonia sino a pochi mesi fa facevano pagare i GB di più di un pieno di benzina, se ne sono approfittati e decisamente hanno lasciato il Paese indietro in termini di innovazioni.
Questo almeno sino all’arrivo di Iliad che ha messo tutti nella condizione di doversi adeguare e allora i GB sono diventati un bene che non costava più come prima, ma all’improvviso era diventato miracolosamente come prendersi un caffè al bar.
Se uniamo questo fattore al basso livello tecnologico delle nostre scuole, abbiamo un quadro completo della situazione che le insegnanti si sono trovate di fronte quando un giorno all’improvviso una disposizione ministeriale annunciava che bisognava insegnare online.
Il 90% delle scuole e del corpo docenti era totalmente impreparato, sia nella gestione di una lezione online che persino nella gestione più semplice dell’utilizzo di un PC o di un tablet.
Troppo era stato dato per scontato quando invece nessuno era pronto. Ne abbiamo pagato le conseguenze e ne hanno pagato le conseguenze i nostri figli con lezioni online che troppo spesso hanno riscontrato problemi.
Inutile continuare a cercare i colpevoli, era semplicemente un sistema vecchio che si trascinava da anni, questa la sola ragione. L’adeguamento del corpo docenti doveva essere fatto ancora molti anni fa, inserendo nel contratto di lavoro questa caratteristica fondamentale.
Il sistema ha fallito pietosamente, non lasciamo però che la responsabilità sia scaricata direttamente sulle insegnanti.
Ora inizia la nuova fase della didattica a distanza, quella che indipendentemente dalla ripresa o meno di settembre, dovrà essere affiancata all’insegnamento più classico.
La didattica a distanza dovrà essere di supporto e parte integrante per questa nuova fase moderna di insegnamento, lasciando la priorità al metodo classico ma utilizzando la dad per arricchire il programma di insegnamento.
Se non lo facciamo perdiamo una grande opportunità, se non lo facciamo rimaniamo un Paese vecchio e non avremo più la capacità di adeguarci al resto del mondo.

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