Di Maio e la scivolata sui vaccini

editoriale italiano

Si é fatto tanto negli ultimi anni per colpire l’attuale Ministro degli Esteri Luigi Di Maio in mille occasioni per stupidate che solo la stampa “politica” italiana voleva vedere ed evidenziare, che quando davvero andrebbe richiamato a fare un ritocco ad una sua uscita non proprio felice, nessuno scrive più nemmeno una riga.
E questo é grave da parte dell’informazione in Italia, ancora di più della storta presa dal ministro.
Qualche giorno fa lo stesso Di Maio dichiarava pubblicamente che entro fine anno potremmo avere un vaccino…
Ebbene se negli anni milioni di italiani hanno amato l’idea politica del Ministro Di Maio é stato proprio perché non aveva alcuna connotazione con la politica vera e propria. Evidentemente qualcosa questa volta nel suo ufficio stampa non ha funzionato perché la sparata dei vaccini é stata inutile e povera.
Il punto é che l’italiano medio oltre all’italiano anziano ci hanno creduto e questo non va bene.
Dire alle persone che entro fine anno ci sarà il vaccino non va bene.
Perché il vaccino ci sarà per davvero entro fine anno o inizio 2021, ma prima sarà messo a disposizione dei sanitari e delle categorie più a rischio e per questo si prevede e ci si augura che avvenga entro la primavera del prossimo anno.
Poi si passerà gradatamente a renderlo disponibile a molte altre categorie per arrivare a coprire tutti quanti entro i successivi 6 mesi, il che significa quasi un anno da quando il ministro ha fatto la sua dichiarazione. E facciamo attenzione, perché dopo si dovrà comunque tenere la mascherina per almeno altri 6 mesi e si manterranno le regole sul distanziamento sociale per qualche mese ancora perché nessuno ha idea di quanto il vaccino possa permettere in termini di tempo come immunità.
Dunque, ricapitolando, si potrà essere tutti vaccinati senza mascherine e potremo tornare ad abbracciarci verso i primi mesi del 2022. Si 2022 e non 2021 come molti hanno capito.
Ecco perché a tutti capita di inciampare, dunque chi segue la comunicazione per il Ministro degli Esteri ha sottovalutato la dichiarazione, si spera in buona fede e non con motivazioni politiche. Ecco perché bastava un ritocco, un adeguamento alla dichiarazione, perché l’italiano medio in tal caso pensa, a ragione, che per Natale 2020 potremmo avere il vaccino e tornare a sciare tutti insieme.