Coronavirus, fase 2, giorno 1

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editoriale italiano

Se tutte le misure di contenimento degli ultimi 15 giorni sono state sottovalutate da circa 40 mila italiani che hanno pensato di fregarsene delle regole mentre i nostri medici in prima linea erano allo stremo delle forze, adesso non abbiamo più scuse.
Da ieri, con l’ennesimo inasprimento delle regole siamo entrati nella fase 2. Oggi é il giorno 1 di questa nuova Italia completamente ferma.
Certo ci si domanda perché le edicole siano ancora aperte, non ne comprendiamo il senso. Anche perché si presuppone un alto rischio di contagio andando in edicola a comprarsi i giornali, per quanto capiamo bene la necessità anche in questa fase drammatica di non mettere in ginocchio l’informazione italiana… ancora una volta.
Se poi la misura di non uscire dal proprio comune fosse stata approfondita meglio sarebbe stato un motivo in meno di confusione, visto che se ne sono presentati già troppi di questi motivi nelle ultime settimane.
Fermare l’esodo verso i sud é più che giusto, ma usare lo stesso divieto per mettere in croce chi abita in campagna e deve fare km per andare al primo supermercato vicino, significa ben poco.
Eccoci al giorno 1 dunque della fase 2. Nessuno può dire che sicuramente quello di sabato era il picco e che da ieri i dati hanno cominciato a calare, ma da ieri si sono visti i primi risultati. Magari da oggi la controtendenza subirà un altro rialzo, ma almeno siamo entrati nella seconda fase e se tutti avessero rispettato le regole saremmo molto più avanti.
Il punto é che tutti pensiamo che il nostro lavoro sia indispensabile. Dobbiamo pagare bollette (anche se in questo periodo sono state sospese), dobbiamo coprire assegni magari già emessi, dobbiamo coprire le spese delle carte di credito e nessuno ci mette i soldi sul conto ma anzi ci chiudono le banche, operazione necessaria assolutamente, ma che peggiora ulteriormente la situazione di gestione dei nostri soldi.
Dunque si, tutti vogliamo tornare al lavoro subito e pensiamo che non sia giusto restare a casa, ma questa é la mentalità sbagliata. Dobbiamo concentrarci sul risultato finale per il bene di tutti, figli e parenti compresi.
Dobbiamo capire che solo insieme possiamo superare questo momento.

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