Conte frena le Regioni, tutti fermi fino al 4 Maggio

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editoriale italiano

Stava per diventare un Far West. Ognuno negli ultimi 5 giorni stava decidendo cosa fare per conto proprio. Dal Veneto al Piemonte, sino alla Lombardia e alla Calabria.
Ognuno stava per gestire autonomamente un’emergenza nazionale. Tutto perché la notorietà mediatica di questi ultimi due mesi permette di convocare una conferenza stampa ed assaporare quella dose di potere che piace tanto a chi governa.
Sino a ieri, quando il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha rimandato tutti ai propri posti, come degli scolari indisciplinati.
Nell’ultima settimana si é notato un aumento degli spostamenti decisamente più marcato. Per molti italiani la crisi é terminata e si può uscire, con o senza permesso, alla faccia di coloro che in prima linea lottano ancora con la morte.
Questo non va bene, rischiamo di rovinare i sacrifici fatti sino ad oggi. Ci sarà una ripartenza unica per tutta Italia. Si valuta l’individuazione di zone rosse per un primo periodo dalle quali non si potrà uscire o entrare, vedi Piemonte e Lombardia, ma tutti insieme nello stesso periodo potremo provare a riprendere, ad iniziare questa convivenza forzata con il virus.
Non possiamo decidere e lasciar fare in maniera indipendente e personalizzata a seconda della regione. Il piano di ripresa va condotto tutti insieme.
Ma se il comportamento di qualcuno negli ultimi 5 giorni é stato a dir poco fuorviante, va ricordato che i promessi sussidi tardano ad arrivare per molti. Un italiano su due ne ha fatto richiesta, ma solo una minima parte verrà accontentata. Dunque quale ovvia conseguenza il lavoratore italiano ha bisogno di tornare a lavorare quanto prima. Non esiste un altro modo per salvare le attività e per pagare le bollette.

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