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Chernobyl brucia ancora

Chernobyl brucia di nuovo. Questa volta non é più la centrale nucleare ma i boschi e la vegetazione che circonda la zona.
Alcune guide locali riferiscono che almeno il 30-40% delle aree boschive é stato bruciato.
Nella zona della centrale adesso l’impatto spettrale é ancora più devastante, quasi a ricordare quei giorni in cui, con molto ritardo, la gente fuggiva da queste aree.
Gli incendi sono iniziati nei primi giorni di Aprile e sono arrivati a bruciare all’interno della zona di esclusione e sino ad 1 km di distanza appena dalla centrale abbandonata.
Ad un certo punto sembrava che la situazione fosse sotto controllo grazie alle piogge di qualche giorno fa e all’intervento di centinaia di vigili del fuoco.
Invece da questa settimana ancora più di 1.000 pompieri sono all’opera per spegnere incendi che si sono riavviati in molte zone.
Abbandonata per 3 decenni quella attorno alla centrale era diventata un’area di ripoplamento naturale per diverse specie di animali.
Da qualche anno é diventata una preziosa meta turistica che richiama non meno di 100.000 persone all’anno incuriosite da quella situazione inverosimile e da quei resti di Unione Sovietica che tanto affascinano il turismo.
La serie Tv “Chernobyl” trasmessa durante lo scorso autunno in tutto il mondo non ha fatto che alimentare ancora di più la curiosità per questi luoghi che sembrano rimasti immersi nel passato e se non fosse stato per il coronavirus stavano già per essere presi d’assalto da una marea di turisti sin dal mese di Gennaio.
Gli incendi di queste ultime settimane hanno però raso la suolo interi villaggi e punti di riferimento per le storie delle guide locali.
Una volta terminate le operazioni di spegnimento degli incendi si cercherà di capire l’entità precisa dei danni.

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