Branson: senza aiuti governativi le compagnie aeree rischiano di chiudere

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editoriale italiano

Se a dirlo é Richard Branson c’é da credergli. Il patron della Virgin ha voluto sottolineare in questi giorni quanto l’emergenza coronavirus abbia messo in crisi il mercato dei viaggi e degli spostamenti, limitati al minimo.
Questo comporta costi enormi di mantenimento sia del personale che dei velivoli, sia che volino o che non volino. Questi costi non sono ovviamente ammortizzabili se nessuno o quasi nessuno compra più i biglietti aerei.
Questo significa che per molte compagnie aeree nel mondo si prospetta il baratro del fallimento, se non si dovessero ricevere fondi governativi a costo zero e spalmabili almeno nei prossimi 10 anni.
La situazione é drammatica un pò per tutte le compagnie dalle più grosse e con le casse più piene a quelle più piccole con meno liquidità.
Ciò che una piccola compagnia spende in un mese una grossa compagnia lo spende in un giorno e senza possibilità di guadagno alcuno per anche i prossimi mesi, non c’é soluzione alternativa se non un prestito governativo.
In caso contrario, aggiunge sempre Branson, prepariamoci a veder chiudere molte compagnie entro la fine del 2020 e alcune tra le più gloriose.

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