Bloomberg rifiuta donazioni per la sua campagna elettorale

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editoriale italiano

Michael Bloomberg sta per scendere in campo in politica e lo sta facendo da vero uomo d’affari che riconosce quando in alcune situazioni il potere supera persino i soldi.
Il suo entourage ha già prenotato campagne tv per oltre 30 milioni di dollari ed é solo l’inizio. Il volto nuovo della politica e dei democratici americani fa sul serio.
Lascia sapere dal suo ufficio stampa che non chiederà e non accetterà appoggi finanziari da nessuno per alimentare la sua campagna elettorale.
Non solo, semmai venisse scelta come presidente degli Stati Uniti ha tutte le intenzioni di non accettare alcuno stipendio.
E’ vero, parliamo di uno degli uomini più famosi e più ricchi al mondo ma le sue scelte, proprio perché sui soldi ha creato il suo impero, orientano l’attenzione sul personaggio e sulle sue idee prima ancora che sui suoi soldi.
In America la sensazione che si prova é che Bloomberg possa essere l’alternativa vincente a questa amministrazione Trump che tanto non piace.
Gli altri candidati democratici ovviamente non vedono di buon occhio gli investimenti in ambito politico fatti da Bloomberg, rischiano di essere surclassati proprio per l’attenzione mediatica che si sta rivolgendo soprattutto sul personaggio Bloomberg, preoccupati che la sua immagine possa essere anteposta persino alle sue idee politiche.
Alla fine però la stessa strada percorsa pochi anni fa da Trump é stata vincente, difficile dire oggi a Bloomberg che si sta sbagliando.

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