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Autolesionismo pandemico

editoriale italiano

Ora, giusto per capirci. Ci sbattono in faccia dati su dati ogni giorno. La gente comune fatica a pagare le bollette a fine mese e ancora di più fatica a stare dietro alle rate del mutuo e dal governo arrivano segnali contrastanti.
Prima una vera finta crisi che serviva solo a cambiare i nomi sulle stesse sedie. Poi un nuovo organico che ci hanno raccontato essere più “tecnico” e che serviva a rafforzare la nostra fiducia verso un piano politico fallimentare e il divieto assoluto di andare a votare. Dunque, in pratica, hanno deciso altri per noi.
Tutto supportato da dati e decisioni contrastanti. Da un lato gli esperti che ogni giorno indicano quanto ci stiamo addentrando in un periodo drammaticamente pericoloso. Ci suggeriscono nuove prese di posizione che il governo dei tecnici approva.
Dall’altro lato ci tengono anche a precisare che non sarà come con il governo Conte e mentre ogni giorno contiamo i morti che si stima siano almeno 300 come media giornaliera, ci rendiamo conto che le differenze con il governo che ha preceduto questo governo fatichiamo a trovarle. Perché il nuovo dpcm chiarisce tutto sulla base dei dati, proprio quei dati di cui parlavo all’inizio, ma poi lascia spazio ad un’interpretazione personale, da regione a regione, pericolosissima.
Perché in Italia e non solo quando la scienza lascia spazio all’interpretazione politica si riempiono pagine di storia a raccontare eventi catastrofici. Alla fine poi a rimetterci é sempre quello che fatica a pagare le bollette, lo stesso di cui parlavo all’inizio di queste righe, che poi in Italia corrisponde al 70% della popolazione.
Un pò come la storia dei contributi garantiti dallo stato che sono finiti nelle mani e nelle tasche delle stesse aziende che le banche già supportavano.
Ma eccoci di fronte al grande dilemma. Ci dicono di chiuderci a casa, ci dicono di correre ai ripari che sta per travolgerci la nuova ondata, dati alla mano, ma poi lasciano aperti centri commerciali, uffici pubblici e scuole. Anzi le scuole le chiudono come nel governo Conte, solo per una parte.
Proprio nella fase pandemica più pericolosa per i nostri giovani in termini di contagi per la variante inglese, decidono di far andare a scuola i nostri figli. Non importa se nella stessa famiglia ci sono altri figli più grandi ai quali viene detto di non andare a scuola per evitare contagi e che devono stare a casa per prevenzione mentre la mamma ed il papà prendono un mezzo pubblico per andare a lavorare in un ufficio o un’azienda che non fa smart working, fermandosi al centro commerciale prima di rientrare la sera…
Tutto questo non ha senso. Si autorizza la scuola sino alla prima media nel bel mezzo di regioni in cui il tasso di contagio é altissimo e si sta alzando giorno dopo giorno.
Stiamo rischiando di sottovalutare la situazione per una dimostrazione di forza politica che rischia di finirci addosso in un secondo momento 10 volte più forte di oggi.
I contagi della nuova variante possono triplicare nel giro di 2 giorni, possono colpire anche i giovanissimi e non sono meno mortali della forma iniziale del virus.
Perdonate dunque se insieme a milioni di genitori, oggi mi chiedo, ma cosa diamine stiamo aspettando? Cosa diamine stiamo sperando che accada?
Ormai la situazione é irreversibile. Dobbiamo chiudere tutto al più presto. Supportare le persone per le spese vive di ogni giorno e barricarsi in casa almeno per i prossimi 30 giorni. Nel contempo avviare una campagna vaccinale senza precedenti, che non può partire oggi perché mancano i vaccini, per poi rialzarsi insieme, con aiuti governativi che non vadano solo ad aziende che le banche scelgono in base alle segnalazioni in CAI, altrimenti non abbiamo possibilità alcuna di riprenderci.
Per ora basterebbe pensare a muoversi con un passo alla volta, affrontando senza paure questa pandemia che va sconfitta una volta per tutte, insieme. Ecco perché in molti oggi ci chiediamo cosa diamine stiamo aspettando? Cosa cavolo stiamo facendo con queste decisioni politiche sul filo del rasoio per dimostrare qualcosa a qualcuno che non interessa più a nessuno?
Se non ci muoviamo subito nella direzione che gli esperti suggeriscono rischiamo di trascinarci con questa terza ondata per altri 6 mesi almeno, un pò come successo con il governo Conte che alla fine ha trascinato la seconda ondata sino ad oggi che sta per iniziare la terza. Alla fine se ci guardiamo indietro le persone, ogni cavolo di giorno, hanno continuato a morire, non é cambiato molto, forse quasi nulla e siamo al punto di partenza. Queste parole sono ben lontane dal voler esprimere un parere politico, per una volta lasciatemelo dire che la gente si é stufata della politica. E’ arrivato il momento di cambiare marcia e di dimostrare quel coraggio nel prendere le decisioni importanti che sino ad oggi é mancato, se non per scopi politici.

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