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Almeno 38 persone morte a Myanmar per le proteste

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Almeno 38 manifestanti sono stati uccisi dalle autorità del Myanmar nella giornata di ieri, segnando il giorno più sanguinoso da quando i militari hanno preso il potere con un apparente colpo di stato il mese scorso, secondo l’inviata speciale delle Nazioni Unite per il Myanmar, Christine Schraner Burgener.
Manifestazioni pacifiche si sono svolte nelle città del Paese sudorientale da quando il suo leader de facto, Aung San Suu Kyi, e altri membri del suo partito Lega nazionale per la democrazia (NLD) sono stati arrestati dai militari il 1 ° febbraio.
Il movimento di protesta è cresciuto e la giunta militare, che si fa chiamare Consiglio dell’amministrazione statale, è diventata sempre più violenta nella sua risposta poiché dopo settimane di interruzioni di Internet, minacce e arresti di massa non hanno impedito a migliaia di persone di esprimere la loro opposizione.
All’inizio però delle proteste si usavano soprattutto dei sistemi di dissuasione per disperdere la massa, adesso hanno cominciato ad usare armi e proiettili veri.

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