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Alla ricerca delle vittime del massacro di Tulsa

La città di Tulsa ha avviato una missione che possa aiutare a trovare la verità. È una missione che molti concordano, con 99 anni di ritardo.
Alcuni funzionari stanno iniziando un viaggio che si augurano possa aiutarli a scoprire un pezzo di storia della città di cui molti si sono rifiutati di parlare apertamente fino a poco tempo fa.
Una squadra di storici professionisti, antropologi forensi e archeologi sta scavando il terreno nel cimitero di Oaklawn in cerca delle vittime del massacro di Tulsa del 1921.
Quello che è iniziato come uno scontro tra gruppi di residenti bianchi e neri in seguito all’arresto di un giovane uomo di colore di nome Dick Rowland si è concluso con 35 isolati di città bruciati nel Greenwood District.
Greenwood era una zona ricca conosciuta come Black Wall Street e sede di 1.200 residenti neri e 300 imprese di proprietà di neri. Un evento imprevisto ha scatenato la rabbia dei neri della città, ma soprattutto la feroce rappresaglia di alcuni bianchi che avrebbero portato a termine un massacro vero e proprio.
Da ieri alcuni operai scavano nel terreno al cimitero di Oaklawn, nel nord di Tulsa alla ricerca di un potenziale fossa comune di vittime del massacro di razza del 1921. nel nord di
Gli storici ritengono che siano state uccise fino a 300 persone mentre i bianchi distruggevano anche case, aziende, chiese, scuole, ospedali e altri edifici nell’arco di due giorni.
Quasi 100 anni dopo, molti dei corpi delle vittime non sono mai stati trovati.
I piani per iniziare la ricerca prevedevano di iniziare ad aprile ma sono stati rimandati a causa della pandemia da coronavirus. Se viene trovata la prova di una fossa comune, lo scavo continuerà, in caso contrario la ricerca sarà terminata entro pochi giorni.
Per l’antropologa forense Phoebe Stubblefield, la ricerca è il culmine di 22 anni di lavoro. La dott.sa Stubblefield é un membro della squadra investigativa originale che ha iniziato a raccogliere dati e informazioni sin dal 1999.
Stubblefield, che lavora presso l’Università della Florida, è tra coloro che guarderanno attentamente ogni pezzo di terreno rimosso dal cimitero.
Il suo compito è quello di ispezionare eventuali resti che possono essere trovati ed identificare sugli stessi anche degli eventuali segni di trauma.
Il DNA infine aiuterà ad identificare almeno una parte dei resti, qualora verranno ritrovati.

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