Alla ricerca della scuola perduta

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editoriale italiano

Questa volta, ancora una volta, ci proverà il premier Giuseppe Conte a formulare una proposta di mediazione che possa accontentare tutti.
Da superare il nodo concorsi per gli insegnanti e la norma del decreto scuola che peraltro sarà oggetto di votazione proprio lunedì.
Secondo la ministra Azzolina ed il M5S le prove devono essere svolte, PD e Leu invece vogliono affidarsi alle graduatorie.
Forse già nella giornata di oggi potremmo avere aggiornamenti anche perché una crisi proprio nel settore scuola in questo momento, porterebbe a scioperi a catena, sarebbe un disastro.
Salvo problemi di contagi, la ministra Azzolina vuole le prove concorsuali e questo genera polemiche nella maggioranza. E’ altresì vero che se si vuole procedere verso la meritocrazia che abbiamo tanto osannato sino a qualche tempo fa, la scelta della ministra non sembra proprio insensata, anzi.
Abbiamo vissuto decenni sulle spalle di graduatorie che mettevano le persone sbagliate nei posti migliori in Italia, in ogni settore e non solo nella scuola. Adesso che é arrivato il momento di poter cambiare la scuola, ci fermiamo proprio di fronte al merito.
I risultati del passato li abbiamo sotto gli occhi. La scuola italiana é nel panico, obsoleta, attaccata a tradizioni vecchie quanto la scuola stessa. Il sistema scolastico é tenuto in piedi dalla volontà ferrea di alcuni insegnanti che credono per davvero in quello che fanno, ci mettono passione, modernità e volontà a sufficienza per trascinarsi dietro tutto l’ambito scolastico nazionale. La realtà é che la metà del corpo docenti in tutta Italia, proprio grazie alle graduatorie, é impreparata.
Indipendentemente dalla pandemia, l’evoluzione forzata verso il digitale é stata semplicemente una tragedia, un disastro da ricordare nel tempo.
Chi ha avuto la volontà e la capacità di evolversi dovrebbe guadagnare tanto nelle graduatorie, perché come in ogni lavoro, la capacità di adeguarsi ai cambiamenti é fondamentale, altrimenti restiamo come degli ottusi legati al passato e trasmettiamo questa mentalità agli studenti.
Chi si é evoluto in questa fase digitale dovrebbe essere premiato per questo, perché sappiamo tutti che da questa pandemia la scuola digitale diventerà sempre più uno strumento indispensabile per le future generazioni.
Dunque diamo credito a chi merita credito e smettiamola di parlare solo di graduatorie: sono 50 anni che in Italia in certi posti ci vanno sempre gli stessi, sarebbe giusto cambiare.

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