Alitalia per la terza volta salvata dallo stato

editoriale italiano

Questa é la terza volta. La terza volta che lo Stato interviene a coprire i buchi di un’azienda fallimentare ormai da 30 anni.
I debiti accumulati e i costi che Alitalia deve sostenere ogni giorno non giustificano affatto un intervento dello stato. Poteva essere privatizzata a suo tempo, oggi nessuno la comprerebbe più.
Invece lo stato a suo tempo aveva deciso di intervenire con i soldi dei contribuenti così come ha fatto in questi giorni, iniettando ben 3 miliardi di euro nelle tasche di una società che non produrrà mai nemmeno 1 euro di utile. Forse potrebbero spiegarci quale genio ha pensato che potesse essere una mossa giusta.
L’economia é una materia complessa, ma nemmeno così tanto se pensiamo che 1+1 fa sempre 2. Se poi pensiamo che 1+1+1 fa 3, capiamo che non esiste via d’uscita e che questo é il terzo intervento economico per salvare la compagnia di bandiera.
Dunque lo si farebbe forse per i dipendenti Alitalia? Ma in questo modo facciamo la fine di Fiat, oggi FCA che si compra i giornali e le case editrici per dire agli italiani cosa fare e paga giornalisti affinché pubblichino gli articoli che un direttore messo apposta a vigilanza possa accettare o rifiutare. Non ne usciamo più da questa situazione.
Alitalia ci ha rubato altri 3 miliardi di euro senza nemmeno chiederlo a dimostrazione che in Italia cambiano governi, partiti, facce, ma alla fine ci sono cose che nessuno potrà mai cambiare.
Vi ricordate il video di Di Maio e del collega M5S con l’aereo di Renzi? Ecco oggi dovrebbero fare lo stesso video su ogni velivolo Alitalia, giusto per coerenza, altrimenti si traduce tutto in una caccia alle streghe.