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The Lost City diverte e mantiene le promesse di mediocrità cinematografica

editoriale italiano

The Lost City mantiene le promesse. Quelle del format alla Dwayne Johnson per intenderci. Solo che questa volta il bello e muscoloso di turno assegnato a Channing Tatum rimane divertente ma da ombra nello svolgimento della storia. In questo modo la parte della protagonista passa nelle mani e nelle gambe di una Sandra Bullock in forma strepitosa.
La storia di una scrittrice che diventa protagonista diretta delle sue stesse avventure o anche le sue avventure diventano la sua stessa vita.
Nel cast impressionante anche un Daniel Redcliffe psicopatico ed un Brad Pitt ormai cameo di tutti e per tutti e che male non fa vederlo per qualche battuta… appunto é questo “qualche” che magari poteva essere ampliato.
Alla fine ne esce un film che diverte e che ci regala meno di due ore di totale leggerezza.
Per intenderci, non é il film che ci tiene incollati alla poltrona e nemmeno quello della serie lacrime irrefrenabili… ma merita la giusta dimensione, quella di una serata spensierata e divertente.
Il girato sufficiente, una direzione della fotografia di bassissimo livello ed un montaggio che non farebbe invidia nemmeno ad un bravi youtuber, tutto sorretto da un’interpretazione dei protagonisti che fanno mettere il resto in secondo piano.
Un film da vedere per liberarci la mente per qualche decina di minuti, nulla di più. Probabilmente in una recensione a stellette saremmo arrivati a 2 su 5 ma questo ormai é un format sicuro per Hollywood, non interessa fare il nuovo capolavoro del cinema moderno, interessa fare botteghino e questa tipologia di produzioni garantiscono i numeri sufficienti, a discapito di un film che dopo 1 mese non ricordiamo più di aver visto.

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