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Ronaldo cambia la sponda di Manchester

editoriale italiano

Da maggio Cristiano Ronaldo voleva dire addio alla Juventus, ma nessuna squadra ha avanzato richieste adeguate e nemmeno un interesse forte. Così Jorge Mendes, suo agente storico ha provato a far capire che magari un altro anno alla Juve poteva anche starci.
Allora Ronaldo é tornato a Torino contro la sua volontà anche dopo le vacanze. si vedeva distaccato dalla maglia, dai colori, indipendentemente che adesso abbia fatto un comunicato stampa su Instagram dove parla della Juve, sono mesi che non menzionava la squadra che gli pagava 3 milioni di euro al mese di stipendio.
Tutto é cambiato con Allegri, allenatore e manager nei nuovi piani della Juventus. Ha messo Cristiano Ronaldo dentro al progetto, ma non al centro del progetto, vale a dire allo stesso livello di tutti gli altri. E’ troppo rischioso giocare con un CR7 che non é più il CR7 che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi 15 anni. Allegri lo ha capito e lo ha fatto capire anche a Ronaldo. Da lì é nata l’idea di lasciare la Juve.
Poi però le offerte continuavano a non arrivare e la Juve per quanto volesse liberarsene a bilancio di un costo enorme ingiustificato, ha chiesto il pagamento del cartellino, tra i 25 e i 28 milioni di euro.
Il Manchester City era in pole, su questo non ci piove, ma la telefonata di Guardiola a Cristiano ha fatto capire quanto anche a Manchester sponda City sarebbe stato una parte di un progetto ancora più grande di quello di Torino.
Ecco dunque la scelta di cuore, un cuore di marketing diremmo e di convenienza. Nascie l’idea forzata del Manchester United, che ora commuove solo coloro che non hanno capito solo cosa sia davvero successo.
Alla Juventus non poteva capitare di meglio in un momento migliore. A Manchester invece si divertiranno a gestire un revival costosissimo che non ha alcun senso tattico e sportivo, ma solo di marketing. Peccato che i costi di Ronaldo non si coprono solo con la vendita delle sue magliette. istiano ha fatto capire quanto anche a Manchester sponda City sarebbe stato parte di un progetto ancora più grande di quello di Torino.
Ecco dunque la scelta di cuore, un cuore di marketing diremmo e di convenienza. Nasce l’idea forzata del Manchester United, che ora commuove solo coloro che non hanno capito cosa sia davvero successo.
Alla Juventus non poteva capitare di meglio in un momento migliore. A Manchester invece si divertiranno a gestire un revival costosissimo che non ha alcun senso tattico e sportivo, ma solo di marketing. Peccato che i costi di Ronaldo non si coprono solo con la vendita delle sue magliette.

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Written by Davide Foschi

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